Fondazione Edmund Mach

La Fondazione Edmund Mach dal 2008 continua gli scopi e l’attività dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, fondato nel 1874.  E’ una prestigiosa istituzione che ha conseguito negli anni importanti traguardi a livello internazionale nella formazione, nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in campo agricolo, agroalimentare e ambientale.

Una vera e propria cittadella dell’agricoltura che si estende su campus di circa 14 ettari con aule, serre, laboratori, uffici e 70 ettari di area verde, a 16 chilometri a nord di Trento, nel comune di San Michele all’Adige

La distillazione, all’interno della Fondazione Edmund Mach, è parte integrante della produzione dei derivati della filiera vitivinicola. Il ciclo di lavorazione delle uve si completa in distilleria, dove è stato realizzato un tradizionale alambicco discontinuo a bagnomaria, oggi universalmente riconosciuto quale simbolo dei distillatori trentini. Seguendo fedelmente la tradizione dell’Istituto Agrario, la distilleria della Fondazione Edmund Mach continua a distillare tutte le vinacce provenienti dall’Azienda Agricola, creando una serie significativa di grappe e acquaviti di frutta (mele, pere, ciliegie e albicocche di provenienza interna), al fine di creare un processo di distillazione a 360 gradi. L’attenta e sapiente gestione delle vinacce e della frutta è il segreto dell’eleganza e della personalità delle grappe e della fragranza delle acquaviti della Fondazione Edmund Mach.

Claudio Riva

Fondatore di Whisky Club Italia
Co-fondatore di Distillerie.IT

La storia dell’Istituto inizia il 12 gennaio 1874 quando la Dieta regionale tirolese di Innsbruck, che aveva acquistato il monastero e relativi beni, deliberò di attivare a San Michele all’Adige una scuola agraria con annessa stazione sperimentale, ognuna delle quali doveva congiuntamente cooperare alla rinascita dell’agricoltura nel Tirolo. L’attività della nuova istituzione iniziò nell’autunno dello stesso anno, seguendo l’impostazione data da Edmund Mach, primo direttore. Mach, che può essere definito il fondatore dell’Istituto, proveniva dalla Stazione sperimentale di Klosterneuburg presso Vienna ed aveva alle sue spalle una breve ma intensa carriera di ricercatore nel campo della chimica agraria e dell’enologia. Ottimo organizzatore e innovatore, Mach ebbe un ruolo fondamentale nel delineare i principi base per l’impostazione dell’attività sia nell’ambito scolastico che in quello sperimentale. A Mach si deve il merito di aver intelligentemente intuito che ricerca e didattica non devono procedere separatamente ma devono invece costituire un binomio indissolubile dal quale trarre le premesse per la crescita del settore. Le linee operative da lui tracciate per la Scuola e la Stazione sperimentale sarebbero state portate avanti con positivi risultati dai suoi successori fino al passaggio dell’Istituto all’Italia, avvenuto dopo la prima guerra mondiale. Con il 1919 il complesso dell’Istituto passò alle competenze della provincia di Trento e nel 1926 venne attivato il Consorzio con lo stato italiano per la gestione dell’Ente.

Dopo Edmund Mach si susseguono validi direttori, fra i quali spicca la figura del prof. Enrico Avanzi, professore accademico che è riuscito a portare la stazione sperimentale agraria di San Michele alla pari degli istituti universitari italiani. Svolge anche una gran mole di lavoro nel settore cerealicolo, frutticolo e viticolo, supportato dall’enorme opera di Rebo Rigotti, ricercatore di grande talento che ha saputo spaziare in molteplici campi. Si è dedicato anche al miglioramento genetico della vite ottenendo nuovi incroci fra i quali spicca l’ormai affermata varietà autoctona a bacca rossa che porta il suo nome (Rebo).

Dopo il secondo conflitto mondiale spicca la figura di Bruno Kessler che, nella sua duplice veste di Presidente della Provincia autonoma di Trento e di Presidente dell’Istituto agrario, ha saputo rilanciare l’Ente. E’ soprattutto merito  di Kessler se la scuola di San Michele negli anni settanta si rinnova e si prepara alle sfide dei tempi moderni, aprendosi, tra l’altro, a collaborazioni con altre realtà simili europee soprattutto nel mondo di lingua tedesca.

La legge provinciale N°28 del 1990 e sue successive modificazioni e integrazioni hanno riordinato le strutture operanti in San Michele all’Adige rifondando l’antico Istituto agrario imperniato sui poli essenziali della didattica, della ricerca e dell’assistenza tecnica. Dal 2008 l’Istituto agrario è stato trasformato in una Fondazione che porta il nome del primo direttore Edmund Mach.

Le visite e degustazioni possono essere prenotate contattando la fondazione via e-mail oppure telefonando al numero 0461 615252

Grappe “Istituto Agrario”: Grappa in Trentino significa espressione dell’elevata qualità e rispetto della tradizione. Le grappe prodotte presso la Distilleria della Fondazione Edmund Mach regalano al degustatore tutta la complessità e l’aromaticità dovute non solo ai vitigni coltivati, ma anche alla sapiente e rispettosa mano del mastro distillatore. I vari distillati vengono prodotti con il tradizionale “alambicco discontinuo a bagnomaria” (ideato da Tullio Zadra) considerato tutt’ora metodo d’eccellenza per la produzione delle grappe trentine.

Grappe “Monastero”: Le grappe della linea Monastero nascono dall’idea del mastro distillatore di riassumere in un distillato di vinaccia alcune delle caratteristiche del territorio trentino utilizzando l’alambicco in modo nuovo. L’acquavite di vino invecchiata viene prodotta orgogliosamente già dai tempi del fondatore Edmund Mach. La conoscenza enologica e la tecnica di distillazione e di invecchiamento si fondono armoniosamente in questo distillato.

Acquaviti di frutta: Distillato da un fermentato di frutta mono – specie prodotta nella Provincia Autonoma di Trento. La frutta, lavata e macinata, viene posta a fermentare in idonei recipienti a temperatura controllata. A fermentazione completata il fermentato viene distillato con il classico metodo a bagnomaria.